Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha trasmesso la memoria tecnica e le proposte emendative presentate in occasione dell’audizione svolta il 19 maggio 2026 presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 66/2026, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.
Il CNI condivide l’impostazione generale del provvedimento, sottolineando che il disagio abitativo non può essere affrontato esclusivamente con nuove costruzioni, ma richiede politiche strutturali di recupero del patrimonio esistente, riconversione funzionale e rigenerazione urbana, intesa come politica integrata di assetto del territorio. Viene inoltre evidenziato il valore del patrimonio pubblico come infrastruttura sociale da recuperare e destinare a finalità abitative, ambientali e territoriali.
La memoria segnala tuttavia alcune criticità e propone interventi correttivi per rafforzare l’efficacia attuativa del Piano Casa. Tra i principali temi affrontati rientrano la classificazione tecnico-prestazionale del patrimonio pubblico, l’introduzione di criteri uniformi per la valutazione degli immobili, la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico multidisciplinare a supporto del Commissario straordinario, l’adozione obbligatoria di strumenti digitali BIM/HBIM integrati con piattaforme GIS, il rafforzamento della conferenza di servizi semplificata e la definizione di requisiti prestazionali minimi per qualità edilizia, efficienza energetica, sicurezza sismica, accessibilità, sostenibilità ambientale e manutenzione programmata.
Il documento propone inoltre la possibilità di prevedere, ove strettamente necessario e con adeguata motivazione tecnica, un incremento volumetrico massimo del 10% per interventi di recupero, riconversione, rigenerazione urbana, ristrutturazione edilizia o demolizione e ricostruzione, esclusivamente finalizzato al raggiungimento di requisiti funzionali, energetici, impiantistici, strutturali, di accessibilità, sicurezza e qualità abitativa.
Particolare attenzione è riservata anche all’edilizia convenzionata e integrata, alla necessità di criteri omogenei per la determinazione di canoni e prezzi calmierati, alla sostenibilità economico-finanziaria degli interventi e alla valutazione del valore pubblico generato dai programmi di recupero e rigenerazione urbana.
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